Antonio Cianciullo Blog l'Ecologico

E’ ora di cambiare.

Mi occupo di ambiente come giornalista dal 1980. Ho scritto qualche libro, l’ultimo è “Ecologia del desiderio”. E credo che sia arrivato il momento di cambiare passo.
Per smettere di addentare in modo bulimico il pianeta non bastano i notai dei disastri, ci vogliono romanzi, film, serie TV che aiutino a costruire un immaginario quotidiano in linea con la nuova realtà, quella in cui rischiamo di finire vittime di noi stessi. Questo cambiamento fa bene all’ambiente, rilancia l’economia, rafforza la coesione sociale. Vogliamo cominciare ?

Cosa sto facendo

Ecologia del desiderio

Ecologia del desiderio

Per arginare il collasso degli ecosistemi serve un progetto largamente condiviso, capace di muovere i grandi numeri, ma da mezzo secolo gli ecologisti vincono nella gara della paura e perdono in quella della speranza. È ora di passare alla seduzione della proposta.
Alla Carica!

Alla Carica!

Possiamo continuare a chiuderci in auto che sono sempre più intrappolate nel traffico e scaricano fumi che ci soffocano? Oppure la novità delle nostre vite è che molti di noi possono fare a meno dell’auto privata e quindi chiedere che ci siano più car sharing, più bici, più mezzi pubblici efficienti? E, visto che ci siamo, perché queste auto devono andare a carburanti fossili?
TES – Transizione Ecologica Solidale

TES – Transizione Ecologica Solidale

La vecchia idea di una crescita economica continua come base di un benessere più esteso, a prescindere dai limiti posti dalla natura, è andata a sbattere contro il muro di una lunga crisi di sistema. Costruiamo un progetto che tenga assieme ambientalismo e solidarietà.
Circular economy network

Circular economy network

Le principali news dal mondo dell’economia circolare, le attività e gli eventi del Network e dei suoi aderenti, le storie delle aziende virtuose che hanno successo. Il rapporto annuale sull’economia circolare.

Il BLOG

“Con queste reti salveremo migliaia di tartarughe in Italia”

ROMA – Le foto delle tartarughe che muoiono impigliate nelle reti da pesca commuovono chi le guarda, ma finora non hanno smosso i legislatori. Adesso qualcosa potrebbe cambiare. Il progetto TartaLife – finanziato dalla Commissione europea e promosso dalle 15 Regioni italiane che si affacciano sul mare – ha dimostrato che si può salvare buona parte delle 50 mila tartarughe che vengono catturate accidentalmente ogni anno in Italia.

"Con queste reti salveremo migliaia di tartarughe in Italia"

Tra la Lega e i 5 Stelle si riapre la guerra delle trivelle

ROMA – Alla vigilia delle elezioni che contribuiranno a decidere il futuro energetico dell’Europa si riapre la guerra delle trivelle, sospesa a gennaio grazie a una fragile tregua. Un emendamento leghista al dl Crescita, a firma di Laura Cavandoli, prevede infatti modifiche al decreto semplificazioni del dicembre scorso mirate a far saltare la moratoria sui nuovi pozzi di petrolio.

La correzione di rotta proposta dalla Lega è radicale: assicurare il via libera alle attività di ricerca e prospezione di idrocarburi finché non si trovi un accordo sulle aree di rispetto. Cioè ribaltare l’intesa faticosamente trovata dal governo pochi mesi fa che prevedeva una linea esattamente opposta: fermi tutti finché non si definisce la mappa delle aree di rispetto. L’emendamento è stato respinto in Commissione bilancio della Camera, ma la tensione resta alta e non si esclude che il tema venga ripresentato.

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E’ emergenza climatica

Le parole hanno un peso. E la differenza di velocità tra lo squilibrio dell’atmosfera (che accelera) e la risposta dei governi (che ha un andamento stop and go) spinge a riflettere su una descrizione dei fatti spesso un po’ pigra. Il Regno Unito ha dichiarato in Parlamento l’emergenza climatica e il Guardian ha dato visibilità a questo dibattito suggerendo di utilizzare l’espressione “crisi climatica” o “emergenza climatica” per sottolineare che la rottura in atto va oltre il più blando concetto di “cambiamento”. In questo blog è stata usata molto spesso l’espressione “caos climatico”. Tutte e tre le proposte vanno comunque nella stessa direzione: riallineare le parole alla realtà.

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