“Da Seveso agli orsi polari: le minacce dei pesticidi vanno studiate meglio”: intervista a Giorgio Nebbia

 

“La storia dei pesticidi comincia all’inizio del secolo scorso, ma abbiamo ancora molto da imparare sui loro effetti”. Giorgio Nebbia parla guardando i grandi pini che si affacciano sulla finestra della sua casa romana (“Mi ricordano il mare”). E’ uno dei padri dell’ambientalismo italiano. Lo si dovrebbe chiamare “merceologo”, perché questa è la disciplina che ha insegnato all’università di Bari per tanti anni. Ma il termine gli sta stretto: l’analisi delle merci per lui è stata uno strumento per passare in rassegna, dagli anni Cinquanta a oggi, la società italiana e il suo rapporto con l’ambiente; non solo in maniera teorica, ma con la passione dell’impegno che lo ha portato in Parlamento nelle file della Sinistra indipendente e in tanti luoghi di dibattito, a cominciare dal comitato scientifico che ha accompagnato la nascita di Legambiente. Forse la definizione migliore è quella che emerge dal titolo del libro che, in occasione dei suoi 90 anni, un gruppo di studiosi gli ha dedicato: Per Giorgio Nebbia. Ecologia e giustizia sociale.

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